2014

Vestali- Trittico . incisione e controstampa su carta cm 100x120

"Fragile, opulenta donna, matrice del Paradiso

 sei un granello di colpa

 anche agli occhi di Dio

 malgrado le tue sante guerre

 per l'emancipazione.

 Spaccarono la tua bellezza

 e rimane uno scheletro d'amore                              

 che però grida ancora vendetta

 e soltanto tu riesci

 ancora a piangere,

 poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,

 poi ti volti e non sai ancora dire

 e taci meravigliata

 e allora diventi grande come la terra

 e innalzi il tuo canto d'amore"

                             Alda Merini


Vestale, tecnica mista su rame cm. 100x50, 2009

 

Vestale, tecnica mista su rame 100x50, 2010

 

2012

Il sogno di Alice, 2012.  Olio su carta  cm.30x70

Il prato di Alce, olio su carta, cm.30x70


Sentiero antico

Avanzi.              
smunto rosa e grigio e azzurro
colore della memoria

pesante passo del tempo affonda la pietra

acciottolato
tratturo
cibo e vita
stupore e conquista.

solchi e cammino e viaggio di sempre.
                                                                      Sara Montani

La via  francigena, 2012 tecnica mista cm. 45x90 


La pecora nera, la più preziosa per il Buon Pastore

Struttura in polistirene estruso e cementite rivestita da collage di stampe originali monoprint su carta 60x100

 

2011


2009 

Cristo incontra la Madre, 2008. Tecnica giclée (o digital fine art) su tela Hahnemhule 

Cristo incontra la Madre.

Da "Il chiodo fisso" di Guido Oldani. IV stazione.

“il caprone di luce, la cometa,

se la incorna sul tetto la capanna

dove è madre la figlia di sant’anna.                                         

ripassa presso lei lo stesso astro

in spalla al cristo e trasformato in croce,

e nella siccità in cui si suda,

prega maria per l’anima di giuda.”                

 

 

Traccia di Sara Montani per l'elaborazione del testo.

"Maria. Il suo cuore. L’umiliazione. Lo strazio. Il perdono.

Maria incontra il Figlio sulla via della Croce. La croce di Lui diventa la croce di Lei, l'umiliazione di Lui è la Sua.

Così la vivono coloro che la circondano e così la coglie il suo cuore.

“...A te pure una spada trapasserà l'anima” (Lc 2, 35) Simeone Le dice, quando Gesù aveva quaranta giorni. Parole che ora prendono vita.

E Maria va, verso il Calvario di suo Figlio, verso il proprio Calvario.

La sofferenza di Lui è la sofferenza di Lei. Intima, come una sottoveste, celata a tutti, eppure manifesta.

Il suo cuore abbraccia la Croce e nel pianto la accetta: una camicia di forza alla quale non è dato di ribellarsi. Perché Maria la accoglie.

Questo dolore che squassa la sua maternità, si muta in dono prezioso,  perla per l’umanità. 

“Prega Maria per l’anima di giuda” dice Oldani. La sofferenza si fa perdono".


2007-2005

Le particolarità dell’opera di Sara Montani si collocano all’antitesi di una certa deriva individualista e nichilista dell’arte contemporanea. La sua poetica si radica in una fiducia nel lavoro collettivo e pluridisciplinare che è la diretta eredità di esperienze importanti, come scenografa e come insegnante. Quindi la pratica simultanea della pittura, della scultura e dell’incisione non si risolve in un vuoto eclettismo ma si traduce in immagini ricche di tracce e rimandi, in uno scambio reciproco di materie e processi.

In alcuni decenni di attività artistica e didattica, Sara Montani ha sempre posto coraggiosamente in discussione se stessa, le convenzioni dell’insegnamento e le norme delle tecniche.

Ha sperimentato sui vari linguaggi spingendoli ai limiti. Mediante incessanti sovrapposizioni e colte contaminazioni, ha accolto nelle sue opere sia il proprio vissuto che oggetti reali, ma ha anche saputo astrarne ritmiche trame, incantevoli cromie e magiche visioni.

Nel difficile equilibrio tra un’attitudine estroversa e comunicativa e un registro introverso e intimista, ha sempre perseguito un metodo chiaro eppure paradossale: una necessaria sfida al caso e una sorta di gioco degli elementi che infine si ricompongono come in un puzzle. E ancora oggi – come testimonia questa tappa – procede lungo questo cammino di conoscenza di sé e dell’altro, alimentato dall’emozione e dallo stupore di fronte ad avventure e scoperte sempre nuove.

Sara Fontana 2008

 


2005 - 2002


Storie sull'acqua (olio su carta, cm 9x13)


La strozzina, 2002 legno gesso acrilico tessuto resina, cm 55x40

La strozzina, 2002 legno gesso acrilico tessuto resina, cm 55x40

La strozzina era un mezzo di costrizione, l’estremo rimedio alle situazioni d’emergenza, usato negli ospedali psichiatrici per sedare i pazienti più agitati. Un lenzuolo veniva bagnato, gettato sul capo e legato attorno al collo del malato al fine di creargli difficoltà di respirazione. Il paziente tendeva a calmarsi, o peggio a svenire, per la diminuzione di ossigeno.

Per fortuna oggi, la pratica non è più in uso con le persone.

 E con la Cultura?

 

 

2001

Pronto. A chi parlo. Riallacciare. 2001 Tecnica: olio su carta, cm.120x20

 

Un tuffo dove tutto è più blu. Tecnica: olio cm. 120x20

 

I colori ti salvano. 2001,. Tecnica: olio e pastello, cm. 120x20

 

2000 - 1998

1998 - 1994

Oltre, opera appartenente alla raccolta della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano. Esposta in occasione della rassegna “Il Museo e gli amici: artisti e collezionisti” (luglio-settembre 2009).

[...] Privilegia stesure cromatiche estese, ricche di fermenti e spessori. Non compaiono figure, e se qualche spunto iconico è talvolta ipotizzabile, l’artista rapidamente ne prescinde, se ne astrae.

….La pittura di Sara Montani richiama le esperienze dell’Informale e del Naturalismo lirico. E su questo ” lirico ” deve appuntarsi l’attenzione di chi voglia porsi in un contatto reale con dei lavori tanto peculiari. Dallo stesso impatto pittorico, senza il tramite della figurazione e con un utilizzo minimo della dialettica cromatica, emerge misteriosamente un acuto vibrare di intensa poesia. E si avverte l’esistenza di un Universo che non appartiene più alla sfera personale dell’artista. E’ passato da lei alle opere, e da queste si propone ad altri che vogliano intendere. Senza sforzo, se solo si attenuano le resistenze all’ascolto poste dai veti della mente, queste lastre come di roccia variegata, collocate su monacali pannelli neri, sussurrano di spiritualità e di gioia di vivere e di operare, di ideale etici prima che ancora estetici, di fede nell’uomo e nelle sue capacità propositive, di fantasia e creatività. [...]

Pier Luigi Senna, 1998 Da : “Misia” CD. MPE Monconi Pejrano Editori, 1998 Milano

 

 

 1994 - 1990


Una chiocciola d’ambra

[...] Specchi, chiavi, memorie, tracce, soglie, si evidenziano, nodi reali o iperreali, ricavandone, lo spettatore attento, musiche proprie, radars di ombre per soli non segreti. Anche il computer, di cui tanto oggi si parla, di cui parecchi artisti si ingegnano a cercare la sua meccanica anima segreta, è usato (ma pare accarezzato appena) da Sara Montani; senza il pericolo, comunque che ne risulti, dall’impiego detto, una medusa glaciale e intrasparente.

Sara Montani evoca, irrequieta: è un’artista che ancora intitola i suoi quadri. Nulla qui può definirsi ” composizione “, tale parola significando spesso ” imprecisa disattenzione al fare “. ” Ma come ci si muove irrequieti, sempre a cercar quel che si è trovato ” intitola l’autrice un turbinio dove ruota in bruni cupi e gialli accesi la chiave, segno eterno di scoperta. Le sue ” Tre porte ” strette e non anguste invitano a passare oltre, nuova Alice…[...]

Sergio Dangelo, 1997 Da : “Nodi… in reale e virtuale”. MPE Monconi Pejrano Editori, 1997 Milano 1994

Evocazione, 1994. Tecnica mista cm. 42x66

Evocazione, 1994. Tecnica mista cm. 42x66


Salita, 1993. Tecnica mista 35x50

Alba, 1995. Tecnica mista cm. 40x50

Ecco allora il suo ridire di tessiture astratte in cui tuttavia è dato largo spazio alle possibilità del sogno, alla visione individuale, alla costruzione di una parte di noi come specchio in cui ci si specchia ed ecco, insieme alla superficie-specchio, la delicatezza sognante e fragrante di un colore-linea-conduzione-memoria su cui adagiare le nostre fantasie Ed ecco i temi guida: Fede, Spereanza, Carità oppure sogni e immaginifico e il divino al di là dei limiti, delle barriere, di là delle convezioni codificate. Il preconcetto è bandito, così come è bandito il ruolo termine di una scuola d’arte che rinserri, codifichi e imprigioni. Ci troviamo di fronte all’espressione in assoluta libertà di quanto è sensibile, validamente sentito, senza infingimenti tecnici o richiami orecchianti ad altri che il se stesso. [...]

Gabriele Mandel, 1996 Da : “Nodi… in reale e virtuale”. MPE Monconi Pejrano Editori, 1997 Milano


Testimonianza, 1994. Tecnica mista cm. 100x60

Un tempo mediante “storiette” grandi o piccole (cioè gli affreschi, le pale d’altare, i quadretti) i pittori narravano alla plebe analfabeta Bibbia e Storia. Oggi la raffigurazione va sempre più in disuso, affidando gli artisti ad una coloristica espressione i loro messaggi, sentimenti, speranze. E questa pittrice cerca di fare proprio questo, in nome della cecoviana intelligenza del cuore, che anche nell’arte è, o può essere, richiamo, guida, e profonda parola.

Enzo Fabiani,1994 Da “Nuova arte. Rassegna d’artisti e partecipanti al Premio Arte 1996″. Ed. Giorgio Mondatori, 1997 Milano [...]