Ritratto di Sara Montani realizzato da Claudio Còmito

Sara Montani nasce nel 1951 a Milano, dove vive e lavora. È coniugata ed ha tre figli. E' diplomata al Liceo Artistico e all'Accademia di Belle Arti di Brera, nel corso di Scenografia, con i docenti Tito B. Varisco e Guido Ballo che si rivelarono determinanti nel suo futuro lavoro. Consegue l’abilitazione per l’insegnamento di Educazione artistica e Discipline pittoriche. Dal 1970 al 1991 si è dedicata all’insegnamento di Educazione artistica e Attività teatrali nella scuola media curando testi, regia e scenografia di molti spettacoli presentati in scuole e teatri.
Lasciato l’insegnamento, continua a svolgere attività di formazione, in particolare rivolta al mondo giovanile; prende parte a convegni e tavole rotonde che avvalorano arte e creatività, tra questi nel 1997, al laboratorio filosofico-artistico, curato da Trivioquadrivio "Pensare l'arte Verità Figura Visione" con J. Derridà, C. Sini e Studio Azzurro.

Contemporaneamente espone in numerose collettive, rassegne e mostre personali, affiancando anche l'attività di curatela di molte manifestazioni socio-culturali.  Ha conseguito premi e segnalazioni, tra i quali il Premio Arte Mondatori per la Pittura nel 1994 a Milano e nel 2001 il Premio Nazionale di Scultura a Spinetoli (Ascoli Piceno). Nel 2011 è invitata alla 54° Biennale Internazionale d’Arte di Venezia, Padiglione Italia Torino, dove partecipa con una singolare istallazione, due colonne, alcune tele monoprinnts  le tessere del domino01, ideato da Vittorio Ferri.

Dal 1998 è direttore artistico dell’Associazione Roberto Boccafogli e nel 1999 idea il progetto formativo di incisione calcografica e stampa, che testato in associazioni e scuole, di ogni ordine  e grado, diviene dal 2003 la Stamperia Boccafogli B come Bottega : una realtà all’interno della Fab­brica del Talento, Centro di attività espressive e socializzanti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano. Dà quindi avvio al gruppo dei Giovani Incisori, quindici artisti che collaboreranno in Stamperia e nelle scuole impegnato a promuovere ed approfondire l’incisione nella sua valenza formativa. Dal 2010 la Stamperia si sposta, trovando sede nell’Istituto Comprensivo Thouar & Gonzaga, dove a tutt’oggi, Sara Montani con Togo, è docente di Incisione e responsabile del laboratorio. Nel contempo, dal 2001 al 2010, guida il laboratorio di tecniche pittoriche per la Fondazione Carcano di Mandello Lario (Lecco) e nel 2006/2007 è membro della Commissione Artistica del Museo della Permanente di Milano, mentre dal 2007 al 2010 è docente di incisione nei Corsi liberi della Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. Coordina e tiene percorsi formativi di educazione all’arte per insegnanti/educatori e laboratori esperienziali in scuole e istituzioni.                                                                                                            

Nel 2012 per avvicinare l’arte e gli artisti ai bambini dà vita alla Galleria delle Lavagne, uno spazio espositivo per artisti riconosciuti, sensibili alla didattica, attivo con laboratori condotti dagli stessi artisti all’interno della scuola primaria Cesare Battisti di Milano.

Nel 2015 diviene presidente e direttore artistico dell'Associazione Culturale Livia e Virgilio Montani, già Associazione Culturale Roberto Boccafogli.

Nel 2016/2017 è di nuovo membro della Commissione Artistica del Museo della Permanente di Milano. Nello stesso periodo avvia "Artinaula", progetto realizzato all'interno delle scuole dell'obbligo con l'obiettivo di portare le opere d'arte e gli artisti all'interno delle classi. 

La sua intera carriera è connotata dall’incessante ricerca sperimentale.   Privilegia presentare percorsi tematici, utilizzando tecniche espressive varie, dalla pittura alla fotografia, all’incisione, alla scultura e alle installazioni. Nelle sue opere mira indifferentemente ad avvalersi del medium ideale, più funzionale per esprimere contenuti e definire progetti. 

Non abbandona mai, nel trascorrere degli anni, l'attività di curatela di molte manifestazioni, mostre ed eventi a carattere socio-culturale.

Idea, realizza e cura libri d'artista e cartelle di incisione - alcune con bambini e giovani - edite da Giorgio Upiglio, Atelier Quattordici-Grafica Upiglio 22250, Pulcinoelefante, Associazione Boccafogli. Fondazione Carcano, Libreria Bocca e Officina dei Carrubi. Diverse le pubblicazioni, fra queste Vale la pena di... pensare e fare con arte con Eugenia Pelanda, Edizioni FrancoAngeli (1999); per AVIS Vale la pena di...(Senago, 2000); con l'Associazione Boccafogli Non stiamo seduti... (Milano,1997), Prova d'autore Forme di fiaba (Milano, 2000) e B come Bottega ( Milano, 2007). Riccardo Zelioli editore pubblica Con re Artù ( Mandello del Lario 2006). Per la Permanente di Milano con  Crisanti e   Marrocco cura il catalogo Ventipiucento Gli anni della Permanente (Milano, 2006); l’Officina dei Carrubi pubblica Tracce e rimandi a cura di Alberto Veca (2008).

Sue opere sono presenti in diverse istituzioni museali, in collezioni pubbliche e private in Italia, Francia, Belgio, Romania, Svizzera, Germania, Giappone, USA, Polonia.

 

 

[…] La poetica di Sara si radica in una fiducia nel lavoro collettivo e pluridisciplinare che è la diretta eredità di esperienze importanti, come scenografa e come insegnante. Quindi la pratica simultanea della pittura, della scultura e dell’incisione non si risolve in un vuoto eclettismo ma si traduce in immagini ricche di tracce e rimandi, in uno scambio reciproco di materie e processi. (S. Fontana).

[…] Per la Montani il processo non si chiude nell’unità della singola opera, ma travalica il confine in un diluvio di domande che il percorso artistico evidenzia attraverso una ricerca curiosa e sollecita nelle pieghe della materia che, abilmente manipolata, è in grado di rivelare risposte.(C. De Carli).
[…] Negli anni l’artista ha adottato il “monotipo” e la “monostampa”: soprattutto la seconda, che prevede il riutilizzo della medesima matrice diversamente inchiostrata a ogni passaggio del torchio, permettendo la realizzazione di “varianti” cromatiche al singolo esito che possono andare dalla differenza minima fra esito e esito alla quasi irriconoscibilità fra le prove. (A.Veca).

 

Io e me.

Le esperienze più varie, di teatro come di pittura, scultura e incisione, fotografia e installazione, che Sara Montani ha voluto e saputo realizzare anche negli anni di insegnamento, durante i quali ha dato significato al termine "cattedra di educazione artistica", non hanno distratto la pittrice e scenografa dal proprio intimo più profondo.

Le sue tele riportano reminiscenze fossili, madreperlacee rielaborazioni di reperti che acquistano l'importanza della ricerca, non solo semantica, ma anche escatologica. Da tempo si interessa al concetto di monostampa e monotipo: mettendo in relazione gli effetti di queste tecniche, crea opere uniche per inchiostrazione e cromia. Si dedica inoltre alla realizzazione di collografie con matrici insolite, partendo da oggetti reali, stoffe e pizzi per raccogliere impronte di vissuto. Da queste sperimentazioni germinano superfici modulate, geografie inesplorate, attraverso le quali ribadire il concetto di differenza offerto dalla creatività: il sogno s'intreccia con l'impensabile, la fantasia vola con gestualità teatrale, la materia viene piegata alla volontà di narrare. Non importa la materia, conta l'emozione.

Sara Montanti nel suo studio.

1998.  Da qualche tempo mi succede una cosa nuova. Quando mi trovo sola nel mio studio, intenta a lavorare, non cerco più la compagnia di un sottofondo musicale: così ero solita fare, forse per un'abitudine conseguita sin dai tempi di Scenografia,a Brera. Ho sempre amato il rumore, la conversazione, stare tra le persone, le loro voci ed i loro movimenti, ed ora, sempre di più, mi accorgo di amare il silenzio. Anche quando insegnavo Educazione Artistica le idee, per il lavoro dei ragazzi come anche per il mio, nascevano da spontanee e lunghe chiacchierate corali, dove ognuno, adulto o ragazzo, entrava con vigore ed entusiasmo per manifestare il proprio pensiero. Ora che ho lasciato l'insegnamento e quindi sono più libera di organizzare il mio tempo, ora che finalmente posso ascoltare in piena libertà ciò che preferisco, la consueta compagnia musicale mi disturba, mi distrae. Perché?  Amo la musica, l'ho ascoltata, utilizzata in moltissime attività, didattiche e non, come elemento portante o di completamento al linguaggio pittorico e teatrale, ma ora, con sorpresa e piacere, scopro di avere bisogno anche di silenzi. Un bisogno ugualmente urgente quanto quello di comunicare, di confrontarmi continuamente con l'altro, un bisogno di silenzio che non avevo mai sentito così necessario e che avverto di grande utilità al mio lavoro.

Nel silenzio il mio pensiero segue indisturbato il suo corso: la conversazione si svolge tra il mio io, le mie esperienze e i miei conflitti e medito, seguendo il filo del piacere o del dolore che mi procura ciò che sto dipingendo. Ascolto, in trepida attesa, le emozioni di quelle immagini che emergono, poco a poco dalla memoria, che si disvelano, che all'inizio sono solo un mistero non chiarito, ma che alla fine, rese più vibranti dalla luce, dal colore, dalla materia, diventano Evocazioni: piccoli Universi, dove tutto viene scomposto e ricomposto con la verità del vissuto, una misteriosa atmosfera di  colori e toni omogenei dove la realtà ha qualcosa di così concreto, e nello stesso tempo così vago.

Vale la pena di sentire il silenzio, di ascoltare ed ascoltarsi! Forse che l'artista sperimenta il mondo e la vita in maniera diversa?

Certamente si sente profondamente coinvolto,  fortemente motivato e impressionato dalle sue esperienze. E deve essere in grado di trovare un significato ad avvenimenti individuali interpretandoli quali simboli di una verità universale.   Ma tutto questo non è e non può restare, privilegio solo dell'artista!

La positività del sentire sensibile nella produzione di qualcosa che prima non esisteva è forte esperienza di piacere che più volte ho riscoperto nei miei figli, da piccoli e da grandi, ma che ha fortemente connotato anche la mia esperienza di insegnante.

Ma allora cosa può essere offerto ai giovani oggi perché la scuola possa essere motivante, perché possa essere quel luogo così particolare dove è possibile fare conoscenza, esperienza ed insieme cultura? Sa la scuola oggi trovare  modalità per proporsi come scuola di vita?

A vent'anni ho scelto di dedicarmi all'insegnamento con un intento ben preciso: voler essere l'artista-educatore-insegnante che lavora e progetta con i ragazzi-allievi-artisti, trasmettendo loro le conoscenze acquisite, ma con i quali soprattutto fare ... Non sapevo cosa.    Ma sicuramente qualcosa di entusiasmante.

Ed è proprio valso la pena fare un lungo cammino, passando attraverso la mia formazione personale, il mio voler essere caparbiamente madre-insegnante-artista per giungere a riflettere su cosa sia e debba essere la scuola oggi per potersi qualificare effettivamente come palestra di vita.

Oggi so quale fondamentale importanza ricopra il porsi ai giovani...nudi, spogliati dai nostri valori, concetti, idee stabilite sia nell'ambiente che a livello di comportamento: noi adulti dobbiamo saper offrire a piccoli e grandi le parole e le strutture necessarie, creare le circostanze perché certe situazioni accadano,  presentare possibilità di positive scoperte, animare speranze ed entusiasmi per sentire, definire e narrare le cose.  E il bello dell'insegnamento è proprio questa opportunità  di aprire nel giovane una mente possibilistica, un fare che produce piacere, emozioni, un agire che ritova nelle potenzialità individuali gratificanti percorsi, ancor meglio se corali. Il programma, il testo diventano allora utili pretesti per conoscere, per conoscersi, per stare insieme, per concretizzare esperienze che smuovono dal di dentro, per sperimentare un qualcosa così vibrante di pathos che coinvolge il ragazzo nella sua totalità, un'esperienza così straordinaria che sicuramente vorrà ripetere.                                                                                            Da “Vale la pena di… Pensare e fare con arte”, di Eugenia Pelanda e Sara Montani. Franco Angeli, Milano 1999.

Il mio lavoro viene incluso nel testo di Educazione artistica per la Scuola Media di De Agostini, Milano 2011 Arte Mix - Laboratori di Arte Contemporanea e nella ristampa del 2013.

 

 

 

 

 

 

 

Milano. Arte, gioco, diritti e uno spicchio di mela verde. Intervista a Sara Montani

Intervista di di Vittorio Schieroni 

Per prima cosa vorrei chiederle quando è iniziato e come si è sviluppato nel corso del tempo il suo percorso artistico.

Sara Montani: Con uno spicchio di mela, verde! A quattro anni mi sono affacciata al “mondo dell’arte” facendo un ghirigoro, bellissimo e profumato, con uno spicchio di mela su tutto il perimetro dei muri della casa nuova, mentre i miei genitori erano intenti al trasloco. Ricordo ancora il piacere e la soddisfazione nell’osservarlo. E il profumo della mela. Mi piace dire questa cosa perché è un ricordo nitidissimo, che ben spiega il mio fare di sempre. Poi dalla curiosità e dall’interesse dello sperimentare è nata la passione. È nata dal fare, dal piacere di vedere prendere forma con il mio lavoro, con un pensiero progettuale, un qualcosa che prima non c’era. Ed è lì, esiste solo per mia volontà, ha fatto appello alle mie conoscenze e al mio sentire, lo guardo, mi guarda, osservo, ascolto, interroga la mente e nello stesso tempo anche il mio agire.

Mi sono diplomata al Liceo Artistico e all’Accademia di Belle Arti di Brera, nel corso di Scenografia con Tito B. Varisco e Guido Ballo per storia dell’Arte. Docenti, Maestri, che si sono rivelati determinanti nel mio futuro lavoro. Ho conseguito poi l’abilitazione per l’insegnamento di Educazione artistica e Discipline pittoriche e dal 1970 al 1991 mi sono dedicata all’insegnamento di Attività teatrali e di Educazione artistica nella scuola media curando testi, regia e scenografia di molti spettacoli con i ragazzi, presentandoli in scuole e teatri. Lasciato l’insegnamento ho continuato a svolgere attività di formazione, in particolare nei confronti del mondo giovanile. Contemporaneamente ho esposto in collettive, rassegne e mostre personali, affiancandovi anche l’attività di curatela di molte manifestazioni a carattere socio-culturale. Ho conseguito premi e segnalazioni, tra i quali il Premio Arte Mondatori per la Pittura nel 1994 a Milano e nel 2001 il Premio Nazionale di Scultura a Spinetoli (Ascoli Piceno). Nel 2011 sono stata invitata alla 54. Biennale Internazionale d’Arte di Venezia, Padiglione Italia Torino, dove ho partecipato con un’istallazione, la Camicia di forza, due colonne, alcune tele monoprint, le tessere del “domino01″ ideato da Vittorio Ferri.

Le sue opere sono caratterizzate da un senso di delicatezza e leggerezza nel tratto, nel segno e perfino nei materiali impiegati, toccando una dimensione profondamente intima e personale. In che modo, secondo lei, l’arte può essere in grado di esprimere l’interiorità delle persone e di comunicare con essa in modo diretto ed efficace?

Spesso le mie opere hanno queste connotazioni, ma non sempre è stato così. Sin dagli ultimi anni in Accademia, e ancor di più negli anni ‘80 e ‘90, mi attirava parecchio manipolare materie particolari, incontrate per caso, come gesso, stucco, segature, colle, plastiche, mescolandole con le trasparenze di chine, ecoline e acquerelli, graffiavo poi le superfici asciutte con strumentazioni inusuali. Sono state esperienze che già miravano a raccogliere il valore delle texture, di superfici e di impronte che in seguito hanno incontrato il torchio e si sono chiarite nei contenuti. Non io scelgo il soggetto del mio lavoro. È lui che viene da me. Si fa spazio, chiede prepotentemente ascolto, me lo comunica. Si intrufola nella testa piano piano e poi a un certo punto devo per forza ascoltarlo e fare. All’inizio non so mai bene cosa, da dove iniziare, ma, improvvisamente, nel corso del lavoro, tutto si svela. E mi accorgo che lo sapevo bene anche prima. Mi conforta che lo dica anche Tadeusz Kantor nel suo testo La mia opera. Il mio viaggio edito da Federico Motta nel giugno 1981: “…Del resto, accade sempre così. Solo dopo anni comprendiamo che il nostro fare ‘spontaneo’, ‘individuale’, era dettato da una forza Superiore, dalla NECESSITÀ, ed è di questa che voglio parlare”.

Allora mi chiedo e chiedo: “Chi è l’artista?”. E di più: “Qual è il suo ruolo oggi?”. Io sono portata a valutare, riflettere, ad analizzare ciò che sento e a dare nel lavoro un’interpretazione, una mia visione. Se Cartesio considera l’intuizione come un fondamento dell’apprendimento, della creatività io vi associo l’emozione, il sentire sensibile, il percepire, l’ascoltare il bisbiglio. Sono convinta che valga la pena di sentire il silenzio, di ascoltare e ascoltarsi. Rimango fortemente impressionata dalle esperienze della vita e aspiro a trovare significati ad avvenimenti individuali, interpretandoli quali immagini di una verità universale. Bisogna ascoltare il suggerimento della materia, del colore per arrivare all’idea.

La sua produzione artistica abbraccia una molteplicità di linguaggi e tecniche espressive, dalla pittura alla scultura, dalle installazioni ai libri d’artista, fino alla grafica, impiegando i materiali e i supporti più diversi. Quali sono gli elementi che sente comuni a tutta la sua arte, al di là delle tecniche impiegate per realizzarla?

Un’argomentazione che da sempre, ma oggi ancora di più, ha avuto la mia attenzione è la diversità, l’ineguaglianza. Meglio potrei dire l’incontro con qualsivoglia diversità, quale opportunità di ulteriore progresso, di scoperte, di nuovi percorsi, valori. Insieme e diversi sia che si parli di linguaggi, colori o persone. Per questo nel mio lavoro le tecniche si mescolano, le forme si incontrano e si sovrappongono creando rapporti, concatenazioni o legami significanti, ma mantengono nel contempo l’individualità e la specificità che le caratterizzano. Importante incontro è stato il pensiero e il lavoro di Tadeusz Kantor. Specialmente un brano, Le impronte incise tratto da Stille Nacht, il suo ultimo testo teatrale. Vi ho trovato la spiegazione più esaustiva al mio fare. È stata una grande rivelazione: siamo una società che “perde la memoria”. Da qui la volontà di recuperare immagine storica e tradizione, patrimonio prezioso che non si può disperdere. Di farlo con i linguaggi a mia disposizione, utilizzando quello ogni volta più consono, privilegiando gli affetti, rimettendo al centro la vita. La mia.

Quali possono essere considerati i suoi Maestri e quali sono i punti di riferimento nella storia dell’arte che ritiene essere stati fondamentali per la formazione e lo sviluppo della sua personalità artistica?

Hanno dato un’impronta indelebile alla mia formazione e al mio fare di oggi diversi insegnanti/artisti conosciuti al Liceo Artistico e all’Accademia di Belle Arti di Brera, come Tito B. Varisco, Margherita Bellini, Lorenzo Pepe, Giò Pomodoro, Raffaele De Grada, Guido Ballo, Luisa Spinatelli, Glauco Baruzzi, Carlo Paganini, Pino Spinelli. Ma ho imparato anche da Diego, Chiara, Houssein, Monica, Aisha, Andrea e tanti altri bambini e ragazzi a cui si diceva facessi scuola, dai quali sono certa di aver assorbito moltissimo. E poi ci sono diversi altri artisti del ‘900, come Klee, Kandinskij, Nolde, Ensor, Spoerri, Louise Bourgeois, Maria Lai e altri ancora. Da Duchamp ho imparato il concetto, l’idea come aspetto più significante dell’opera, così nel mio lavoro spesso appaiono “cose”, metafore e contenuti forti. Ma ho un debito notevole anche con Malevič, verso il suo “mondo senza oggetti”. Scriveva così: “L’oggetto in sé non ha senso… le idee della mente cosciente sono inutili” e “la supremazia del sentimento puro”. Il Quadrato bianco su fondo bianco (1918) è stata una rivelazione. Allora, ai tempi della scuola, e non nel tempo - me ne accorgo ora - ho iniziato ad amare la non figurazione, benché poi, a fasi alterne, l’abbia accolta! La forma quadrata spesso, nel trascorrere degli anni, ha assunto il ruolo di segno, invece l’oggetto, abbandonato o usato, è servito per guardarmi dentro: il sentire, il cercar coscienza, l’ascolto di sé, il rapporto col sociale hanno prevalso sul descrivere naturalistico. Poi c’è sempre l’artista preferito, più di tutti. Sempre ce n’è uno, magico: è quello che, di volta in volta, sa stuzzicare la mia curiosità, l’interesse o la voglia di mettermi al lavoro. Quello che fa vibrare le mie corde e cominciare, ogni volta da capo, un gioco nuovo.

Vorrei a questo punto fare riferimento alla figura di Fortunato Depero, artista da lei molto amato e che sente molto vicino per quanto riguarda alcuni aspetti della sua produzione artistica. Proprio a Depero ha infatti dedicato una sua mostra personale che verrà inaugurata a luglio presso la Biblioteca Sormani di Milano (Omaggio a Depero. Arte e Gioco, 20-28 luglio). Qual è il suo legame con l’arte di Depero e come verrà sviluppato questo rapporto nella mostra alla Sormani?

Da una foto d’epoca si può notare come nell’atelier di Fortunato Depero verso la fine del 1919 ci fosse sul cavalletto la tela Flora e fauna magica in via di lavorazione. Vi è dipinto al centro un elefante sdoppiato, è azzurro con due teste; più a destra vi è la figura del pellicano mentre nello spazio sovrastante queste due figure, già terminate, compare il pescatore, dipinto insieme a una parte dello spazio che lo circonda. La rimanente superficie della tela è ancora da completare. Misura cm 130×198 e verrà ultimata all’inizio del 1920. L’immagine fotografica pervenuta attesta il metodo di lavoro di Depero. Eseguiva le parti del quadro come fossero tasselli di un mosaico che poi univa. Questa modalità esecutiva di fatto creava un ovvio presupposto per le successive tarsie in panno colorato. È un procedimento quasi da astrattista, è il metodo tradizionale della pittura popolare o, ancora di più, è il metodo del bambino, che non parte dallo spazio ma disegna a singoli insiemi.

A Depero ho fatto riferimento per il mio lavoro che presenterò alla Sormani, al suo metodo operativo, al fine di cucire il mio fare creativo con giochi e filastrocche e qualche testo poetico. Ho lavorato con gioia pensando alla “casa del Mago”, dove hanno visto la luce pittura e tappeti, costumi, burattini e giocattoli, pubblicità e libri e manifesti. È il mio omaggio a Depero, che per tutta la vita ha giocato con l’arte, inventando e creando con la concentrazione e la serietà del bambino. Ma è anche un omaggio a tutti i bambini che mi hanno insegnato a vedere oltre quel che si vede e ad ascoltare oltre quel che si sente.

Il gioco è stato il tema centrale della sua mostra personale La Carta dei Diritti. Lib(e)ri per giocare, che si è tenuta a maggio presso la Galleria delle Lavagne, laboratorio artistico per bambini e ragazzi che ha sede all’interno della Scuola Statale Primaria Cesare Battisti di Milano. Ci può spiegare l’importanza che attribuisce al gioco nella formazione dei giovani e quali sono le possibili correlazioni tra gioco e arte?

Il gioco, la sperimentazione, il sapere delle mani, il comporre, la ricerca, l’agire, la cura, lo stupore e la meraviglia, il dialogo tra gesto e materia. Non voglio censurare la vita valorizzando solo il sapere, il dato cognitivo e relazionale. Il gioco è sempre un itinerario interiore, un viaggio imprevedibile fatto da soli o in compagnia. Con differenti sfaccettature e modalità, partecipa all’arte del Novecento, accordando anche elementi di casualità e provvisorietà, accogliendo i fatti dell’inconscio e della fantasia, dell’inventiva. Il gioco costituisce la base per un cammino di evoluzione della persona in ogni periodo della vita, accompagna verso la formazione della personalità, potenzia le capacità individuali e ne consente il loro migliore utilizzo. Il gioco aiuta ad assimilare regole e favorisce l’integrazione sociale. Si comincia a giocare per il piacere che genera e si continua a giocare solo perché il gioco acquista senso e se ne percepisce il significato. Giocando si apprende a essere, a confrontarsi e mettersi alla prova, si instaura un rapporto con altri, si avvicinano altre culture, valori etici, sociali, estetici. Per il bambino il gioco creativo costituisce una risorsa privilegiata. Uguale è per l’adulto, per l’artista.

“Il gioco è l’arte dei bambini, l’arte è il gioco degli adulti. La felicità non nasce dal sogno, ma dalla possibilità di inventare la vita nella dimensione poetica. Ci sono giochi che non portano a nulla, sono i giochi senza regole, fantasticherie. Il gioco, come l’arte, ha regole severe e una macchina che porta lontano” afferma Maria Lai nel 1994.

La Galleria delle Lavagne è un progetto nato da una sua idea e da lei sviluppato con grande impegno e dispendio di tempo, lavoro ed energia. Può illustrarci le attività che la Galleria delle Lavagne ha concretizzato e che sta continuando anche oggi a portare avanti?

La Galleria delle Lavagne nasce nel 2012. È uno spazio espositivo, aperto anche al territorio, situato al terzo piano della Scuola Primaria Cesare Battisti di Milano. Ospita mostre con un calendario che va da novembre a maggio: espongono artisti contemporanei, vicini alla didattica dell’Associazione Boccafogli, con l’intento di proporre percorsi educativi e formativi di avvicinamento all’arte, condotti dagli artisti stessi. Sono progetti speciali, appositamente pensati e dedicati a tutte le fasce d’età, scolare e non. La Galleria delle Lavagne vuole coinvolgere bambini, ragazzi e adulti con visite guidate e animate, con attività di tipo laboratoriale, durante le quali si vuole avviare un dialogo con le opere, in base ai segnali che ogni opera comunica. La linea, il colore, la forma, lo spazio che occupa sono alcuni degli elementi del linguaggio visivo attraverso i quali l’opera si realizza e si racconta. Sono proprio gli artisti a presentare la loro ricerca connotandola di tutte quelle peculiarità che rendono “unico” il lavoro di ciascuno di essi. Artista e alunni, in orario scolastico, lavorano a stretto contatto condividendo saperi, vissuti personali ed esperienze creative, creando anche momenti di incontro e di confronto e progetti dedicati al dialogo interculturale.

Il tema dei diritti è, invece, alla base di due mostre che si terranno, sempre a Milano, subito dopo la pausa estiva: La Carta dei Diritti (14-19 settembre, Centro dell’Incisione Alzaia Naviglio Grande) e La Carta dei Diritti. Arte e Diritti (9-16 ottobre, Casa dei Diritti del Comune di Milano). Come interpreterà un argomento di questo genere - tanto inusuale nella ricerca artistica contemporanea - tramite il linguaggio dell’arte e quali saranno gli aspetti di questo tema che maggiormente metterà in luce?

Le regole. Il fatto ludico guida sin da piccoli la comprensione dei diritti e delle libertà enunciate dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Da qui sono partita. Pensando a quattro mostre in successione che, da memorie di giochi infantili, potessero raccontare del gioco in parallelo con arte e regole.  Di fatto l’arte, proprio come accade nell’attività ludica, viene presa a pretesto per “giocare”, osservare, sperimentare, reimpostare regole. Assume un’importanza fondamentale il gioco che diviene elemento in cui si concretizzano piacere, spontaneità, emotività, creatività e immaginazione, concedendo di scoprire stimolanti e curiose combinazioni.

La mostra La Carta dei Diritti, allestita nella storica Galleria dell’Incisione Alzaia Naviglio Grande, una casa del XVII secolo che si affaccia sul Naviglio, è la tappa di queste quattro mostre che vede riuniti i fondamentali articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del 1948, presentati con incisioni calcografiche, attraverso la tecnica della cera molle e del monotipo, su fogli di grande formato. In Casa dei Diritti invece verrà ospitato un percorso che vedrà opere a tema “Arte e Diritti”, ma dai diversi linguaggi espressivi. “Considerando che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti eguali e inalienabili costituisce il fondamento della libertà, della pace e della giustizia nel mondo” - si legge nel Preambolo della Carta dei Diritti - infanzia e famiglia, la donna, libertà e società, sono i contenuti che prevalgono in questa mostra. L’inaugurazione sarà organizzata con un dibattito/convegno che declina il senso e il valore filosofico delle opere esposte e del percorso proposto.

“La memoria continua a diventare dominio inconfondibile di quest’album di quiete oltranze esecutive, ed anche gioco di trasparenze di causalità primordiali e campo di tragitti come sfida dell’io, quando elabora un conflitto su un foglio, tela, materiale improprio che comunque diventa spazio scritto a cui l’artista si affida per rivelarsi, a disposizione dell’Altro, e di un suo cammino che penetra la vita, e fa insieme sognare entità che egli non conosce, o che ripete per oscuro divertissement”: così Domenico Cara scriveva nel 2002 nella presentazione del mio lavoro per la mostra Tanto per mettere la vita in riga. Sms a Bukowski. Dire quanto mai confermato e approfondito nei percorsi dell’oggi.


Intervista a cura di Giuseppina De Guglielmo

Come ti sei avvicinata al mondo dell’arte?

Con uno spicchio di mela, a 4 anni, facendo un ghirigoro, bellissimo e profumato, su tutto il perimetro dei muri della casa nuova, mentre i miei genitori erano intenti al trasloco. Ricordo ancora il piacere e la soddisfazione.

Da dove nasce la tua passione?

Dalla curiosità e dall’interesse dello sperimentare. Dal fare, dal piacere di vedere nascere dalle mie idee e dal mio lavoro, con un pensiero progettuale, un prodotto che prima non c’era ed ora è lì, solo per mia volontà, un lavoro che ha fatto appello alla mia conoscenza e al mio sentire, lo guardo e mi guarda, interroga la mia mente e il mio cuore.

E l’ispirazione?

Inizio il lavoro seguendo un larvato progetto che prende via via consistenza e magari si modifica strada facendo con la definizione di forme nuove, trasparenze, lucentezze improvvise, rilievi, profili che rievocano sensazioni, emozioni, memorie di giochi o scoperte infantili.

Lavoro con frenesia per vedere concretizzata l’idea. Ho febbre di fare, un irreprimibile bisogno di cercare (a volte nemmeno so cosa), di sapere, di trovare. L’ansia è tale da trattenere il fiato, non chiudo o ripongo i colori e gli strumenti, mi innervosisco se al bisogno non li trovo subito, se suona il telefono, se vengo distratta. E’ un intimo e continuo interrogarsi, un profondo cercare e cercarsi, è un dialogo con l’idea, con la materia, con il colore.

La concentrazione deve essere assoluta: per vincere la sfida, per goderne della riuscita, per soffrire irritata del mancato risultato. Poi… le immagini sedimentate nella memoria sono lì. Hanno preso consistenza e significato. Gli spunti di partenza si sono annullati travolti da un magma luminoso di colori. Il tormento iniziale diventa ora osservazione e riflessione.

Qual è il tuo artista preferito?

Sono tanti Klee, Kandinski, Nolde, Ensor, Spoerri, Louise Bourgeois, Maria Lai….da Duchamp ho imparato” il concetto”, l’idea come l’aspetto più importante dell’opera, così  nel mio lavoro appaiono metafore e contenuti forti. Ma sicuramente l’artista preferito, più di tutti sempre, è ...quello che, di volta in volta, sa stuzzicare la mia curiosità, l’interesse o la voglia di mettermi al lavoro. Quello che fa vibrare le mie corde.

Tecnica preferita? Perché?

Non c’è una tecnica preferita. A seconda del progetto a cui lavoro scelgo il mezzo espressivo che maggiormente è adatto a quel tipo di lavoro, quello che è più adeguato e funzionale a tradurre il mio pensiero. A volte la china, gli acrilici, a volte la materia, come il gesso, le colle, la resina, lo stucco, o la creta per poi passare alla fusione. Altre volte, e negli ultimi anni ha prevalso, l’incisione calcografica, ma non intesa quae tecnica seriale: incisione come linguaggio a sé stante, completo e autonomo. L’intento in questo caso è il voler dare all’incisione il valore di linguaggio espressivo.  

Come scegli il tuo soggetto?

Non scelgo io. E’ lui che viene da me. Si intrufola nella mia testa piano piano e poi, ad un certo punto, devo per forza ascoltarlo e fare. All’inizio non so mai bene cosa, ma improvvisamente nel corso del lavoro, tutto si svela. E mi accorgo che lo sapevo bene anche prima.

Quali sono i materiali che usi di più?

I colori acrilici, quelli calcografici, le chine e gli acquerelli, i pastelli, le stoffe, i pizzi, lane e corde, le carte, le sabbie, le colle, i metalli, rame, ottone, alluminio, la creta, il cemento e il gesso, la resina.

Cosa vorresti trasmettere ai tuoi allievi?

La passione. La capacità di non mollare mai anche quando l’imprevisto o l’errore annienta il lavoro. A me stessa dico “coglilo … è lo stimolo nuovo che farà unico il pezzo, non lo tradire…”. Soprattutto l’incisione consente questo. Vorrei lasciare in eredità la certezza che la creatività è parte della vita, che tutti l’abbiamo, che non è solo peculiarità degli artisti. E che ci consente di saperci vivi.

A chi si rivolge il tuo percorso di Incisione?

A tutti. A tutti coloro che hanno voglia di guardarsi dentro e osservare fuori e piacere di cimentarsi, di scoprire… a coloro che sanno rimettersi in gioco, con entusiasmo e difficoltà.

Quali sono i principali obiettivi? Quali i risultati sperati?

Trasmettere la conoscenza delle tecniche tradizionali dell’incisione calcografica, per poi vederle utilizzate in modo nuovo e personale, fuori dagli schemi classici. Vedere il piacere e la soddisfazione negli occhi di chi lavora con me è una vera ondata di soddisfazione.  Riuscire negli intenti che mi prefiggo è la più autentica gratificazione. Regole e tecniche possedute a tal punto da poter essere abbandonate e rielaborate autonomamente al fine di raccontare e raccontarsi.

Esposizioni

2016

  • Reinterpretata e trasformata, spazio espositivo del Comune, Pradalunga (Bg).
  • Oggetto Libro - BreraDesignDays, Mediateca Santa Teresa, Milano.
  • Oggetto Libro, IED Istituto Europeo di Design Firenze
  • Aria, Galleria d'Arte Orler, San Martino di Castrozza.
  • Oggetto libro, La Cavallerizza, Biblioteca Nazionale Braidense, Milano.
  • Il segno inconscio, Galleria di Arte Contemporanea "V.Guidi", San Donato Milanese (Mi).
  • Ciò che vive, Museo Giuseppe Scalvini , Desio.
  • Poetiche in dialogo, Palazzo della Permanente, Milano.
  • Contemporaneità del pane, Castello normanno Svevo, Salemi (TP).

2015

  • Esposizione delle opere relative al programma internazionale di scambio incisioni ITA- BRA_PEP. Biblioteca Comunitaria Jornalista Carlos Castello Branco - Ufpi. Teresina. Piauì. Brasile.
  • Visioni d'arte. Opere di 65 artiste, Spazio Hajech.  A cura della commissione artistica annuale della Permanente. Milano.

2014        

  •  Technology's men, Independent artists - Galleria d'Arte, Busto Garolfo, Milano.
  •  vs London 2, Trispace Gallery, Londra.

  • Incisioni mai viste. Centro dell’Incisione Alzaia Naviglio Grande – Circolo Culturale, Milano.
  • Omaggio a Satie.  Personale - Il filo dei pensieri. A cura di Roberto Anzani. Studio Odontoiatrico, Milano.
  • Energia per la Vita Museo della Permanente Milano.
  • Oltre  Misura  Personale - Galleria d’arte Contemporanea Cascina Roma, San Donato Milanese Milano. Opere di Sara Montani e dei ragazzi della Scuola “De Gasperi- Galilei” e del Liceo “Primo Levi” di San Donato Milanese.
  • Atlantic crossing. Collettiva di incisione all’interno del Festival dell’Arte di Teresina. Piauì (Brasile).
  • Pagine d’arte contemporanea. Mostra del libro d’artista – Quinta edizione. Chiesa di San Rocco, Carnago (Varese).

2013

  • A Misura Mia . Personale - La Scuola diventa Galleria. Liceo Primo Levi, Sala conferenze, Milano.
  • La casa incontra l’arte. Personale. Gabetti-Ripamonti, Milano.
  • 40° Premio Sulmona. Rassegna internazionale di arte contemporanea. Polo Museale Civico Diocesano. A cura de Il Quadrivio. Sulmona. Presenta Vittorio Sgarbi.
  • domino01. A cura di Cannaò. Mud Museum – Museo del Fango, Pero (Mi).
  • 10×10 Piscina Comunale Milano.
  • domino02: Aqua. A cura di Mohsen Rezayat. AEC Gallery, Covington, Kentuky.
  • Handmade. Atelier Sara Montani, Milano.

2012

  • Sesta Triennale d’Arte Sacra Contemporanea Premio Paolo VI 2012. Cura di Toti Carpentieri, Antico Seminario Lecce.
  • Il viaggio di Solimano – l’arte protegge l’elefante asiatico. A cura di Diana Lomeihing: 13 artisti al Museo di Storia Naturale di Milano.
  • Il giardino segreto – il lungo viaggio dell’elefante. Mostra itinerante a cura di Diana Lo Mei Hing: Giardino Marzari,. Bressanone (Bolzano).
  • Flying elephants, Palazzo Libera, Villa Lagarina (Trento).
  • Flying elephants – Il giardino segreto. Chiostro dei Cappuccini, Museo Civico di Chiusa. Espongono Markus Gasser, David Gasser, Diana Lo Mei Hing. Sara Montani, Manfred Mureda. Chiusa ( Bolzano).
  • domino01. Ideazione e catalogo a cura di Vittorio Ferri. Galleria San Carlo, Milano.

2011

  • Biennale di Venezia Padiglione Italia 54a esposizione d’arte. Torino, Palazzo delle Esposizioni. A cura di Vittorio Sgarbi con quattro opere del ciclo " Omaggio a Satie",  due Installazioni e il Domino01.
  • Sembrano tracce, sono invece… sapori. Personale. Trattoria Alla fontana, Magenta.
  • Una valigia tutta sblu. Acquario Civico di Milano e Sblu_Spazioalbello, Milano.
  • Libro libero d’artista. Sblu spazioalbello, Milano.
  • Scripta manent. Quando la parola diventa immagine. Foyer di Spazio Oberdan. Milano, promossa da Assessorato alla Cultura della Provincia e Sblu_Spazioalbello.
  • Incidere nell’arte. Spazio Papel. Milano.

2010

  • Collettiva. Opere scelte con Alvaro, Cannaò, Mattio, Montani, Togo. Galleria Gabriele Cappelletti. Milano.
  • Artisti della Permanente duemiladieci. Palazzo della Permanente. Milano
  • Maestri di incisione contemporanea. A cura di Vladimiro Elvieri. Museo civico Ala Ponzone, Cremona. Donazione al Museo Slesiano di Katowice, Polonia.
  • Sara Montani. Personale. A cura di ArredArti, Le Petite Jardin, Milano.
  • Fabbricanti di Libri Premio internazionale del Libro d’Artista IV edizione. Biblioteca Provinciale Bernardini. Lecce.  
  • Il fascino della relazione, Personale, con S. Ranghieri e F.Ceriani. A cura di S. Vallebona. Galleria Sblu, Milano.

  • Impresa e sogni arte da oltre 30 anni. Est77Ticino Palazzo Leone da Perego, Legnano (Mi).

  • Museo del fango, a cura di Michele Cannaò. Istituto comprensivo Scaletta Zanclea, Messina.

  • Museo del fango, a cura di Michele Cannaò. Fondazione Mazzullo, Taormina.

     

2009

  • Il Museo e gli amici artisti e collezionisti, Palazzo della Permanente Milano.
  • V Triennale d’Arte Sacra Contemporanea. A cura di Carpentieri. Invito. Lecce.
  • Omaggio alla Costituzione Italiana a cura di F. Migliaccio. Galleria Rudt Centro Culturale Cascina Grande Rozzano (Mi).
  • Futurismo: Avanguardia delle Avanguardie Studio2B Boggi Arte. Bergamo
  • Pittori della Permanente di Milano 34 Artisti. A cura di Ciaccheri e Nicoletti. Corte Valenti, Garbagnate Milanese. Milano.
  • Musica in Arte Arte in musica. Centro dell’Incisione Alzaia Naviglio Grande, Milano.
  • Passaggio a Sud. Biennale di Grafica Contemporanea . Invito. A cura di Enzo Napoli. Palermo.
  • Omaggio a Satie

2008

  • Tracce e rimandi. Personale. A cura di Alberto Veca. Centro dell’incisione Alzaia Naviglio Grande.
  • Una via Crucis. A cura di Michele Cannaò. Palazzo Comunale Corsico (Milano) e  Palazzo della Permanente, Milano.
  • Made to mesure. A cura di Inga-Pin. Villa Pomini, Castellanza (Varese).
  • Desio Artisti della Permanente. A cura di F. Magro, A. Mazzotta, C. Plicato. Villa Tittoni Traversi. Desio (Milano).
  • Alt. Ilcorpoèmio. A cura di Donatella Airoldi e Mavi Ferrando. Camera del lavoro e galleria Quintocortile. Milano
  • Gravedona Artisti della Permanente. A cura di Alfredo Mazzotta ed Elvino Motti. Palazzo Gallio Gravedona (Como).
  • Collettiva del Repertorio degli Incisori Italiani. Gabinetto delle Stampe Antiche e Moderne. Bagnacavallo (Ravenna).
  • Una via Crucis . A cura di Cannaò. Palazzo Comunale Corsico (Milano).

2007

  • Per mangiarti meglioPersonale. Centro Culturale Berthold Brecht. Milano.
  • Acqua culla dell’essere. Centro Culturale B. Brecht. Milano. A cura di Lorenzo Argentino.
  • IV Edizione della Triennale di Ex libris Joan Slavici. Invito dal Museo di Artà, Arad, Romania.
  • V Rassegna Internazionale dell’Incisione di piccolo formato. Museo Civico Ala Ponzone Cremona.
  • Passaggio a Sud .  Biennale di Grafica Contemporanea  Premio Europeo Totò Bonanno, Palermo.
  • Incisione. Galleria Centro dell’Incisione Alzaia Naviglio Grande. Milano.
  • Il nuovo cotruttivismo. Libreria Bocca. Milano. A cura di Giacomo Lodetti.
  • Acqua, pane e lavagne. Les Cultures Onlus, Palazzo della Triennale, Milano.
  • Cinque percorsi Valori condivisi.  Collettiva Artisti della permanente.  A cura di Alberto Veca. Biblioteca Comunale Cassina Anna, Milano.

2006

  • Premio Paolo VI. Invito alla IV Triennale d’Arte Sacra Contemporanea. Lecce. A cura di Toti Carpentieri.
  • Il vino inciso. A cura Arianna Sartori. Villa Medici Custoza Sommacampagna Vr.
  • L’uomo del nuovo millennio. Mostra collettiva di Ex libris, Galleria Silvio Zanella, Gallarate, Milano 

2005

  • Sara Montani . Personale. Galleria Rei,Fhukushima, Giappone.
  • Diario. Appunti/Spunti/Dubbi.  Personale.  A cura di Giovanna Gatti. Fondazione Ercole Carcano. Mandello del Lario (Lecco).
  • Power in print. Partecipazione, su invito, al Congresso Internazionale della Stampa Washington DC. con la Cartella “Potenti impressioni”: artisti e allievi dell’Accademia di Belle Arti di Venezia e dell’Indiana. La cartella viene acquisita dal museo delle Stampe dell’Indiana University, Bloomington (Usa), nella collezione del Centro di Cultura Italiano a Washington DC e nell’Archivio di Stampe dell’Accademia di Belle Arti di Venezia.
  • Primo Concorso Internazionale di Grafica Museo Etnografico Tiranese. Sondrio. Opera segnalata.
  • Collettiva Centro Culturale B. Brecht. Milano.
  •  

2004

  • Acquisizioni 1994-2004. Galleria d’Arte Contemporanea. San Donato Milanese Milano.
  • Collettiva del Repertorio degli Incisori Italiani. Gabinetto delle Stampe Antiche e Moderne. Bagnacavallo (Ravenna).
  • Eccedo. A cura di Donatella Airoldi e Mavi Ferrando. Galleria Quintocortile. Milano
  • Sosia d’ombra. Personale. A cura di Cecilia De Carli. Cascina Roma. San Donato Milanese (Milano).
  • Sara Montani Incisioni. Personale. A cura di Adriano Pasquali. Piscina Comunale. Milano

2003

  • Sara Montani. Galleria Gitankan a Kamakura. Giappone.
  • VIII Triennale dell’Incisione. Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente, Milano.
  • Animalidi. A cura di Donatella Airoldi e Mavi Ferrando. Galleria Quintocortile. Milano.
  • Fiera Internazionale d’Arte. Karlsruhe in Germania.
  • Sara Montani.  Personale Dipinti e incisioni. Galerie Paris,Yokohama, Giappone.
  • Sara Montani. Personale. Gallery Pastel, Saitama, Minami Koshigaya, Giappone
  • Sosia d’ombra. Personale. Castello Visconteo. Trezzo sull’Adda (Milano). A cura di Cecilia de Carli.
  • Due Mostre a Quattro Mani Bipersonale.  Montani/Lamonato e Dossi/Montani. Museo Civico Della Torre. Treviglio (Bergamo).

2002

  • Matti da legare. Sosia di ombre. Personale. Libreria Internazionale Seeber, Firenze.
  • Sara Montani. Personale. Incisioni, libri d’artista e installazioni. A cura di Paolo Milli.
  • Premio Internazionale d’Arte Contemporanea Immaginativa 10x10x10. Palazzo Pubblico, Magazzini del Sale. Siena
  • Insonnie del nero. Personale. Zen Sushi Restaurant, a cura di Tullio Pacifici. Milano.
  • Tanto per mettere la vita in riga. Sms a Bukowski. Personale. A quattro mani: Sara Montani e Luciano Lamonato. Pinacoteca Comunale Villa Soranzo. Varallo Pombia (Novara).

2001

  • Dissonanti Consonanze. Personale. A quattro mani: Sara Montani e Fausta Dossi. Biblioteca Civica. Macherio (Milano).
  • Itinerari dell’eco. Personale. A cura di Aldo Conz. Rocca Della Fontanazza, Polignano (Piacenza).
  • Cadeaux de Noel Collettiva di scultura. Pinacoteca Comunale Villa Soranzo. Varallo Pombia (Novara)

2000

  • In ragione di un filo sottile. Personale. Fondazione Carcano. Mandello del Lario, Lecco.
  • Brain storming. Combattimento per un’immagine  Studio 2B Boggi Arte. Bergamo.
  • Specchio, specchio delle mie brame…. Villa Casnati. Bussero ( Mi)
  • Zodiaci Rassegna d’arte Contemporanea Castello Visconteo – Centro Civico di Binasco (Mi).
  • Specchio, specchio delle mie brame…. Sala Consigliare Zona 3. Milano.
  • Sara Montani. Personale. Galleria d’Arte Gnaccarini. Bologna.
  • Premio Gilardi. Internazionale di Scultura e Pittura. Querceta, Seravezza, Lucca.
  • Festival mondiale dell’Arte sulla carta. Kranj. Slovenia. Selezionata.
  • Dipinti, disegni, incisioni, sculture. Area Business Center Milano
  • Dodici artisti nel terzo millennio. Spazio Santabarbara. Milano.
  • Ema. Galleria Associazione Culturale Arte Giappone. Milano.
  • Il segno nel tempo. Mostra di incisioni: calcografia, xilografia e libri d’artista. Ex Chiesa Dell’Angelo. Lodi.
  • Specchio, specchio delle mie brame… Cascina Roma, San Donato Milanese (Milano).
  • 20 X 20.A.A.V.V. Venti Correnti Laboratorio, Milano.
  • III Rassegna Nazionale dell’Incisione. Libera Accademia Di Pittura, Nova Milanese, Milano. Opera segnalata.
  • VII edizione Concorso Nazionale di Scultura, Spinetoli (Ascoli Piceno). Opera  premiata e acquisita dal Museo della Scultura di Spinetoli
  • Otto artiste tra sperimentazione e trasgressione. Mostra di incisione Centro Culturale B. Brecht, Milano
  • Festa di inizio. Spazio Santabarbara, Milano
  •  Consonanze. La mano e il segno inciso. Incisione. Spazio Santabarbara, Milano.
  • VII edizione Nazionale di Scultura, Spinetoli (Ascoli Piceno). Opera premiata e acquisita dal Museo della Scultura di Spinetoli.

1999

  • Dimmi, Dammi, Dummi., Personale. Galleria d’Arte Gnaccarini. Bologna.
  • Una volta era albero. Personale. Laura Gallery Bijoux. Seregno. Milano
  • Sara Montani. Personale. Salone del Centro Civico di Milano 2. Patrocinio del Comune di Segrate. Milano.
  • Sara Montani. Personale. Galleria d’Arte Gnaccarini. Bologna.
  • Disegnando ellittiche strade. Personale. Studio 2B Boggi Arte. Bergamo. Con una performance tratta da “La Sibilla ambientale” di Domenico Cara. Con gli attori Piera Saita e Paolo Cadei.
  • L’Uomo del Terzo Millennio. Concorso Mondiale Ex Libris 1999 Civica Galleria D’arte Moderna, Gallarate (Varese). La mostra verrà trasferita a Louvain La Neuve (Belgio), a Nantes (Francia), a Roma.
  • La via della seta. Associazione Arte Giappone. Milano.
  • Mostra di Incisioni. Sala espositiva di Palazzo Rho. Borghetto Lodigiano (Lodi).
  • Rassegna di Arte Contemporanea. Studio Panigati. Milano.
  • Mostra Nazionale di Pittura Contemporanea XXXVI edizione Premio Nazionale. Santhià ( Vercelli).
  • Aspettando il 2000. Galleria d’Arte Gnaccarini. Bologna.
  • B.DD.F.G.K.MMMM.P.SSS.T”. Quindici artisti a Palazzo Rho. Borghetto Lodigiano (Lodi).
  • Specchio, specchio delle mie brame…. Le Trottoir ritrovo d’arte. Milano.
  • Collettiva. Castello di Carimate, sala del Torchio. Carimate (Como).

1998

  • Sara Montani. Personale. Diamonds & Dust, Art Gallery. Amriswil, Svizzera
  • 10 Artisti per la Pinacoteca d’Arte di Ruffano (Lecce). A cura di Carlo Franza. Spazio Laser, Milano.
  • Collettiva Biblioteca Civica di Cassina De’ Pecchi. Milano.
  • Uciwa, 96 ventagli dipinti da 48 artisti. Associazione Culturale Arte Giappone. Milano.
  • Anno dell’anziano, a cura di Giuseppe Casiraghi. Sala Mostre, Biblioteca Civica del Comune di Macherio. Milano.
  • Hiroko e i suoi amici italiani. Shop & Gallery. Ami. Giappone.
  • Artisti per la Pinacoteca d’Arte di Ruffano. (Lecce)”. A cura di C. Franza. Ruffano, Lecce.
  • X Concorso Nazionale Di Pittura. Lissone. Milano.
  • XIX Rassegna di Pittura, Comune di Macherio. Milano. Invito e Premio  per la Sezione Eccellenza.

1997

  • Haiku. La forma delle cose. Personale. Sala Mostre, Montecampione (Brescia). Haiku di Anna Provenzano
  • Nodi... In reale e virtuale. Personale. Il Torchio di Porta Romana. Milano.
  • L’altro e l’Io. Il Torchio Porta Romana. Milano.
  • Percorsi post-informali. Pitture, sculture anni ’90 .
  • Dei … Vizi, virtù. Torchio di Porta Romana, Milano.
  • Dieci decimi… Occhio all’ Arte. Centro Lavoro Arte, Milano.
  • Dieci Decimi…Occhio all’Arte. Centro Culturale San Michele, Milano.
  • Dieci Decimi… Occhio all’Arte. Saletta del Podestà (Broletto), Novara.
  • Pinocchio Incontra il Pulcino. 115 artisti per un burattino. Fondazione Nazionale Collodi, Parco di Pinocchio, Laboratorio delle Parole delle Figure, Collodi ( Pistoia).
  • Rassegna di Pittura, Poesia, Teatro e Musica del Gruppo d’Arte il Convivio. A cura di Sara Montani Castello  Visconteo, Centro Civico di Binasco, Milano.
  • IX Concorso Nazionale di Pittura a tema libero. Lissone, Milano.
  • Telethon 1997. Banca Nazionale del Lavoro, Milano.
  • Giovani e Arte 1997. A cura di Giuseppe Casiraghi. Sala Mostre, Biblioteca Civica del Comune di Macherio, Milano.
  • XVIII Rassegna Nazionale di Pittura, Comune di Macherio. Sezione Eccellenza. Medaglia d’argento.

1996

  • L’Arte e la Donna. Centro Culturale ” L’approdo “.Avellino.
  • Città Delle Donne. Artedonna 1996, Palazzo Vecchio.Comune di Varazze (Savona)
  • Una mostra dedicata agli Angeli. Galleria In Arte, Milano.

1995

  • Sara Montani. Personale.“La Büsa”. Lodi
  • Sara Montani. Personale. Milano 3, Basiglio (Milano).
  • Sara Montani. Personale. Pittura e Poesia. A cura di Luisa Bergomi. Biblioteca Rionale, Città Alta. Bergamo.
  • Sara Montani. Personale. Art Villa. Milano.
  • Arte Contemporanea, Orizzonti Spazio Arte, Milano.
  • Gruppo d’Arte Il Convivio. Galleria GTL – Ponte Chiasso (Como).
  • Per Ricordare. Circolo De Amicis Milano.
  • Post-Consumismo n° 3. Fondazione Xante Battaglia, Milano.

1994

  • Il valore del tempo. Gruppo D’Arte Il Convivio – Spazio Arteex Collegio Gesuiti, Caltagirone (Catania ).
  • Il valore del tempo. Palazzo De leva . Modica (Ragusa).
  • Miart: Arte oggi in Europa. Fiera d’arte contemporanea, Palazzo delle Esposizioni. Novegro (Milano).
  • Mondadori Art Prize. Premio  Targa d'Argento. Casa d'Aste Finanza. Milano.
  • Mostra Mercato Premio Internazionale Etruria Arte. Venturina (Livorno).
  • Arte Fiera – Arte Contemporanea. Padova, con la Galleria Seleart 1 . Padova.
  • Il valore del tempo. Gruppo Il Convivio. Castello Visconteo – Centro Civico di Binasco (Milano).

1993

  • Sara Montani. Personale. Club Francesco Conti. Milano.
  • XX Edizione Concorso Internazionale di Pittura – Grafica “Epifania 1993″. Galleria Eustachi, Milano. Premio.
  • Collettiva a tre. E. Meyer, S. Montani, L. Zeni: Circolo Culturale Ada Negri di Lodi.
  • XVIII Concorso Internazionale di Pittura, Grafica, Scultura e Ceramica “La Telaccia D’oro 1993”. Torino. Segnalazione.
  • IX Concorso Nazionale di Pittura, Grafica e Acquarello: Premio Agazzi.
  • Mostra Premio Nazionale di pittura XXXV edizione. Santhià. Vercelli.
  • Premio Ambiente 1993. Premiata con  Nomination d’oro. Arona (Novara).
  • Premio Internazionale Città di Alassio 1993. Primo Premio Pittura.
  • Fiera D'Arte Contemporanea. Euro Art Expo. Verona.
  • I Pittori Per Telethon 1993. Banca Nazionale del Lavoro, Milano.

1992

  • Rassegna Concorso Internazionale Sirio ’92 di Cantù . Secondo Premio.
  • Premio Internazionale Novum Comum 92. Galleria d’Arte Solenghi, Como. 3° Premio.
  • Kalendimaggio e Settembre a Milano,  Borgo degli Artisti: 1° Premio Pittura e Premio Speciale Saggio Teatrale.
  • Caravelle D’oro: Premio Delle 4 Antiche Repubbliche Marinare Italiane. Mostra-concorso di pittura e scultura. Premio Comune di Genova.
  • Rassegna d’Arte Contemporanea presso la Work Area Biondi e Tesio Gallery, Spoleto.
  • Concorso Arte in vetrina: la Curtesela, come la vorresti. Como. 1°Premio. 

1973

  • Prima Collettiva di Artisti Contemporanei. Accademia Modigliani, Milano.

1970

  • V Concorso di Pittura del Circolo Culturale Robbiano (Milano).
  • II Mostra Sociale del Centro Artistico Culturale Gorlese. (Milano).
  • III Rassegna Nazionale di Pittura del Premio Sant’Ambroeus , Milano.  Segnalazione di merito.
  • II Biennale di Pittura Europa Unita 1973. Galleria d’Arte Simonetta di Bergamo. Premio.
  • I° Premio Internazionale Il Tamburo Galleria Maison d’Art. Milano. Segnalazione.