Gli Innocenti Stregoni
10 - 25 ottobre 2026
Inaugurazione sabato 10 ottobre 2026, ore 17.30
Collegio Cairoli, Piazza Cairoli, Pavia
Curatela: Daniela Gilardoni (La Casa Delle Artiste) e Leszek Zebrowski (Galeria Labirynt)
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In occasione del centenario della nascita del celebre regista polacco Andrzej Wajda, il Collegio Cairoli ospita una grande collettiva d'arte che mette a confronto artisti polacchi e italiani. Curata da Daniela Gilardoni ("Casa Delle Artiste") e Leszek Żebrowski ("Galleria Labyrint" di Cracovia), con il sostegno del Consolato Generale della Repubblica di Polonia a Milano, l'esposizione indaga l'eredità visiva, etica ed estetica del maestro del cinema attraverso linguaggi pittorici e scultorei eterogenei. Il vernissage si terrà sabato 10 ottobre alle ore 17.30 con interventi di rappresentanti istituzionali e del critico d'arte Vittorio Schieroni.
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Un progetto di diplomazia culturale che unisce 26 artisti polacchi e italiani, realizzato con il sostegno del Consolato Generale della Repubblica di Polonia di Milano, in collaborazione con Istituto Italiano di Cultura di Cracovia, Galeria Labirynt, Galeria BWA SOKOL e Archivio VerbaManent.
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Il 20 ottobre alle ore 20.00 proiezione del film "Il ritratto negato" con Roberto Figazzolo.
Opera in mostra di Sara Montani
Chiarori, 2005, monoprint, collage, acrilico su tela
70 x 50 x 3,5 cm
Chiarori, 2005 è una rovina che respira.
Al centro emerge una massa scura, compatta: potrebbe essere un edificio, un monumento, un corpo. È ciò che resta, dopo! È la memoria che non vuole sparire.
Attorno, il colore cola. Verdi acidi, gialli malati si consumano. Sono gli anni che passano sopra la ferita, sono la luce che filtra dalle crepe. Tra rovina e luce, l’opera custodisce la memoria.
Wajda nei suoi film, da Cenere e diamanti a Katyń, raccontava la storia così: non con le date, ma con le ombre, con i silenzi, con ciò che rimane in piedi.
La mia opera lavora con gli stessi strumenti: nero e gialli, monoprint, collage, acrilico. La carta e la tela diventano archivio: stratifico, strappo, ricucio. Ogni segno è una cancellatura e una ri-scrittura. Ogni colatura è tempo.
Piccoli bagliori di luce nella parte di sinistra sono come piccole finestre accese nel buio. O occhi. O una presenza che resiste. È il "chiarore" del titolo: quella piccola fessura da cui entra ancora speranza, anche dentro la rovina.
Quest’opera vuole dialogare con Andrzej Wajda perché parla la sua stessa lingua. Una lingua fatta di materia, di assenza e di resistenza. Non illustra la storia. La custodisce.
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Orari di apertura:
Da lunedì a venerdì: 16.00 – 20.00
Sabato: 10.30 – 12.30 e 16.00 – 20.00