La texture nell’arte non è un semplice elemento decorativo: attraverso materia, rilievi, incisioni e sovrapposizioni modifica la luce e il modo in cui percepiamo un’opera. In questa ricerca, la materia diventa linguaggio e invita chi osserva a rallentare, avvicinarsi e scoprire ciò che la superficie nasconde.
Gli oggetti diventano testimoni di memoria e presenza: chiavi, conchiglie, bottoni e frammenti trasformano la superficie dell’arte contemporanea in uno spazio di relazione tra materia, tempo, assenza e ricordo, dove ogni traccia può custodire una storia e continuare a parlare anche oltre la presenza.
La superficie nell’arte contemporanea non è un semplice supporto: conserva memoria, registra trasformazioni e accoglie il segno. Attraverso materia, acqua, impronte e stratificazioni, il mio percorso intreccia monotipi, monoprint, calcografia, Ebru e Gum Print in un dialogo continuo con il tempo.
Racconto come il graffio abbia trasformato il rapporto tra segno e materia, aprendo il percorso verso monotipo e monoprint. Tra incisione, caso e controllo, il gesto diventa memoria e l’oggetto passa da elemento integrato nell’opera a presenza autonoma, capace di evocare la realtà.
Sperimentare significa ascoltare la materia. Gesso, acqua e carta reagiscono al gesto, lasciando tracce irripetibili. La superficie diventa memoria, mentre l’imprevisto si trasforma in segno e apre un dialogo tra monotipo, monoprint, tecnica, tempo, sensibilità e ricerca personale e condivisa.
Attraverso la materia nell’arte contemporanea racconto un percorso fatto di ricerca, sperimentazione e dialogo con superfici e materiali differenti. La tecnica mista contemporanea diventa uno spazio di libertà dove il segno incontra l’imprevedibilità della materia, trasformando ogni opera in un’esperienza unica.
La materia e il segno diventano strumenti di ricerca e memoria, trasformando superfici, texture e impronte in un linguaggio personale. Un percorso che racconta come la sperimentazione abbia costruito nel tempo una poetica fondata sull'ascolto della realtà e sulla forza espressiva dei materiali.
La sposa bambina affronta il tema dell'infanzia negata attraverso un'installazione costruita con materiali simbolici e differenti. Un'opera che invita a riflettere sul valore della memoria, della dignità e della responsabilità collettiva, trasformando il silenzio in uno spazio di consapevolezza e dialogo.
Attraverso Il grembiule della nonna, la memoria prende forma grazie alla cianotipia, trasformando un oggetto quotidiano in un racconto di identità, cura e affetti che continua a dialogare con il presente.
Attraverso l'arte contemporanea, esploro il rapporto tra memoria, identità e trasformazione delle emozioni. Ogni opera nasce dall'incontro tra esperienza vissuta, materiali e segni, per raccontare come anche la perdita possa diventare occasione di riflessione, bellezza e condivisione.