Il tempo dell’acqua, l’imprevisto come possibilità espressiva

Attraverso l’opera Il tempo dell’acqua, racconto come l’imprevisto possa diventare una nuova possibilità espressiva

Negli ultimi anni ho compreso sempre di più quanto l’arte contemporanea possa nascere anche da ciò che interrompe il nostro equilibrio. Non solo dall’idea iniziale o dalla progettazione di un’opera, ma anche dall’imprevisto, da ciò che modifica il percorso e costringe a guardare oltre ciò che era stato immaginato.

Per questo sono particolarmente felice di partecipare alla mostra Figurazione e Astrazione del Possibile, ospitata presso il Museo della Permanente di Milano dal 15 al 29 maggio 2026, con l’opera Il tempo dell’acqua, un Ebru ad olio su carta cotone intelaiata di formato 70x50x4,5 cm.

La mostra, curata dalla Commissione Artistica 2025-2026 composta da Sergio Colleoni, Achille Guzzardella e Bruno Pellegrini, raccoglie oltre centotrenta opere tra pittura, fotografia, scultura e installazioni, creando un dialogo aperto tra differenti linguaggi espressivi e differenti modi di interpretare il presente.

Quando l’acqua cambia il significato dell’opera

Il tempo dell’acqua nasce da una riflessione molto personale sul concetto di trasformazione. L’acqua, elemento che spesso associamo alla vita, al movimento e alla memoria, è diventata improvvisamente presenza concreta capace di modificare superfici, materiali e percezioni.

Nel mio percorso artistico il segno non è mai soltanto gesto estetico. È traccia, esperienza, stratificazione emotiva. In questo caso l’acqua ha agito come una forza inattesa, trasformando la fragilità della carta in un mezzo di resistenza e mutamento.

Nel testo che accompagna l’opera, Il Sommerso: Tracce di Memoria, ho cercato di raccontare proprio questo passaggio:

“L’acqua ha invaso i confini, riscrivendo storie che credevo concluse. In questo fluire, l’imprevisto non è detrito, ma un inchiostro involontario che traccia nuove geografie del ricordo.”

Credo che ogni esperienza lasci una traccia. Alcune sono immediate e leggibili, altre rimangono sommerse per lungo tempo prima di emergere nuovamente. L’arte, per me, è anche questo spazio di ascolto dove ciò che sembrava perduto trova una nuova voce.

Figurazione e astrazione come possibilità

Uno degli aspetti che considero più interessanti di questa mostra è il rapporto tra figurazione e astrazione. Due linguaggi che spesso vengono percepiti come opposti ma che, nella realtà, convivono continuamente all’interno della ricerca artistica contemporanea. Mia e di tanti.

Da una parte esiste il bisogno di evocare immagini, memorie, frammenti riconoscibili. Dall’altra emerge la necessità di lasciare spazio al gesto, alla materia, alla libertà interpretativa.

Ogni superficie trattiene segni, tensioni, cambiamenti. Ogni materiale racconta una storia differente. Lavorare con carta, acqua e pigmenti significa accettare anche la possibilità dell’imprevisto, lasciando che il processo creativo mantenga una parte viva, non completamente controllabile.

Per questo considero fondamentale il rapporto tra materia e tempo. Le opere non sono mai immobili: continuano a dialogare con chi le osserva, generando interpretazioni nuove e personali.

La mostra alla Permanente rappresenta un’occasione importante per condividere questa riflessione con collezionisti, appassionati d’arte e persone interessate ai linguaggi dell’arte contemporanea italiana.

Il tempo dell’acqua, 2026. Ebru ad olio su carta cotone intelaiata 70x50 cm

Una mostra aperta al dialogo

Figurazione e Astrazione del Possibile non è soltanto una collettiva di artisti. È uno spazio di confronto tra visioni differenti, esperienze e sensibilità che si incontrano all’interno di un unico percorso espositivo.

Il Museo della Permanente di Milano è da sempre un luogo capace di valorizzare la ricerca artistica contemporanea, offrendo al pubblico la possibilità di entrare in contatto con linguaggi diversi e percorsi autentici.

L’inaugurazione si terrà giovedì 14 maggio 2026 alle ore 17.00 presso la sede di via Turati 34 a Milano. La mostra sarà visitabile dal 15 al 29 maggio 2026 con ingresso libero.

Ogni incontro con il pubblico rappresenta per me un momento prezioso. Le opere acquistano significati nuovi attraverso gli sguardi, le emozioni e le interpretazioni di chi le osserva.

Per questo mi fa piacere invitare chi segue il mio lavoro a visitare la mostra, condividere impressioni e lasciarsi coinvolgere da questo dialogo tra segno, memoria e trasformazione.

Se desideri approfondire il mio percorso artistico o ricevere maggiori informazioni sulle opere esposte, puoi contattarmi direttamente oppure lasciare un commento. Il confronto è sempre parte integrante della ricerca artistica