28 gennaio asta solidale “I Colori della Speranza” a Milano. Un gesto concreto che trasforma il segno in cura e futuro
Quando l’arte incontra il cuore, smette di essere soltanto espressione e diventa presenza, ascolto, responsabilità. È da questa consapevolezza che nasce la mia partecipazione all’asta solidale “I Colori della Speranza”, un evento che il 28 gennaio trasforma il linguaggio visivo in un gesto concreto di cura e futuro.
Il mio lavoro nasce da un metodo che mette al centro il segno come traccia emotiva. Non progetto immagini rassicuranti: cerco tensioni, cicatrici, stratificazioni. Lavoro per sottrazione, lasciando che il segno emerga come memoria, come battito irregolare, come ritmo che non chiede perfezione ma verità. È un processo che negli anni mi ha portata a risultati inattesi, spesso letti come una visione alternativatani.com/blog-come/ricerca-artistica-libert-di-linguaggio-e-cifra-stilistica?rq=visione%20alternativa del corpo, dello spazio e dell’emozione.
In questo contesto, il cuore non è simbolo romantico, ma luogo reale di fragilità e resilienza. Le opere presentate all’asta raccontano proprio questo: la capacità di convivere con una ferita, di trasformarla in forza, di riconoscere nella vulnerabilità una possibilità di rinascita. Ogni segno diventa testimonianza, ogni superficie conserva una storia che parla di resistenza.
“I Colori della Speranza” riunisce 100 artisti e 100 opere originali, ciascuna pensata come contributo concreto a un progetto unico in Italia: la formazione di personale sanitario specializzato nelle cure più avanzate per i pazienti con cardiopatie congenite più fragili. Partecipare a questa iniziativa significa sostenere competenze, futuro e nuove possibilità di vita.
L’evento si terrà presso il Museo della Permanente – La Società per le Belle Arti ed Esposizioni Permanente, a Milano, uno spazio che da sempre accoglie l’arte come strumento di dialogo con la società. Qui, il 28 gennaio alle ore 17.00, il gesto artistico si tradurrà in azione condivisa.
Credo profondamente che un’opera possa cambiare uno spazio, ma sono certa che un gesto consapevole possa cambiare una vita. Per questo ho scelto di esserci, di mettere il mio lavoro al servizio di un progetto che parla di cura, ricerca e umanità.
Se questo tema ti tocca, se credi che l’arte possa essere anche responsabilità, ti invito a partecipare, a informarti, a sostenere AICCA ETS. Ogni contributo è un segno che resta.