Il Sommerso e l’Inatteso: trauma, resilienza ed evoluzione

La mostra Il Sommerso e l’Inatteso è un percorso tra trauma, resilienza ed evoluzione aprendo a una nuova visione

Ci sono percorsi che non si scelgono, ma che ci attraversano. Il Sommerso e l’Inatteso nasce così: non come un progetto programmato, ma come la risposta a un evento che ha cambiato radicalmente il mio modo di guardare la materia, il tempo e il gesto.

Questa mostra non è il racconto di un disastro, ma la testimonianza di una trasformazione. È un invito a osservare ciò che accade quando si accetta di non controllare tutto, quando si lascia spazio all’imprevisto e si riconosce nella fragilità una possibilità.

Un percorso in tre movimenti

Il percorso espositivo si sviluppa come un attraversamento. La prima fase è quella del sommerso: le opere segnate dall’acqua raccontano un momento di frattura, in cui la materia viene riscritta da un evento esterno. Qui la memoria trasformata si manifesta attraverso superfici che portano i segni del tempo e dell’accaduto.

La seconda fase è quella della resilienza. Entrare nel dettaglio, osservare l’infinitamente piccolo, ha aperto una nuova direzione. Le muffe, le trame organiche, le stratificazioni diventano linguaggio. Attraverso la gum print e la ricerca tra arte e osservazione, il degrado si trasforma in visione.

La terza fase è l’evoluzione. Con la tecnica dell’ebru, l’acqua torna ad essere uno spazio creativo. Il gesto si riconcilia con la materia e dà vita a una pittura fluida, dove controllo e caso convivono in equilibrio.

Lo spazio come esperienza

Ho pensato l’allestimento come parte integrante del lavoro. Le opere non sono semplicemente disposte, ma dialogano con lo spazio e con chi le attraversa. I supporti in plexiglass, le superfici bifronte, i cubi espositivi creano una dimensione dinamica, in cui lo sguardo è chiamato a muoversi, a cambiare punto di vista.

Ogni elemento contribuisce a costruire un’esperienza che non è solo visiva, ma anche percettiva. La luce, la trasparenza, la materia diventano strumenti per accompagnare chi osserva in questo percorso.

Non si tratta solo di vedere, ma di entrare in relazione.

Un dialogo aperto con chi osserva

Questa mostra è pensata come un momento di incontro. Con chi guarda, con chi colleziona, con chi vive l’arte come esperienza e investimento. Le opere nascono da un processo reale, da una trasformazione autentica, e portano con sé questa stratificazione.

Per i collezionisti d’arte, questo percorso rappresenta un’occasione per entrare in contatto con un linguaggio che nasce dall’esperienza e si sviluppa attraverso una ricerca artistica coerente e riconoscibile.

Ogni opera è un frammento di questo viaggio, un punto di equilibrio tra ciò che è stato e ciò che continua a diventare.

Invito

Vi aspetto per condividere questo passaggio.
Per attraversare insieme il sommerso e scoprire ciò che può emergere.

📍 Pavia
🗓️ 9 maggio

Perché a volte è proprio nell’inatteso che troviamo una nuova direzione.