Febbraio 2026 il progetto sui Camicini, presenze sospese

A febbraio 2026 ho approfondito il progetto sui Camicini, trasformandoli in presenze sospese attraverso la resina

Febbraio 2026 è stato un mese centrale per la mia ricerca. Ho continuato a lavorare sui coprifasce e camicini dei neonati degli anni Cinquanta-Settanta, ma soprattutto ho rafforzato il dialogo tra questi elementi e l’installazione La Culla vuota, che ne rappresenta l’approdo naturale.

I camicini e i coprifasce sono oggetti semplici, quotidiani, nati per proteggere la fragilità dei primi giorni di vita. Eppure custodiscono una densità simbolica straordinaria. Attraverso la resina, trasformo il tessuto morbido in una presenza stabile, quasi scultorea. La materia trasparente irrigidisce ciò che era delicato: è un gesto che rende permanente l’effimero.

Ogni camicino mantiene la forma del corpo, ma è vuoto. Questo vuoto non è assenza, ma spazio di proiezione. È memoria che si attiva nello sguardo di chi osserva. È il tempo che passa, è la crescita, è la trasformazione dell’identità.

A febbraio 2026 questi lavori sono stati presentati e approfonditi in diversi momenti di confronto con collezionisti e interlocutori del mercato dell’arte, generando un dialogo intenso sul valore della memoria nella arte contemporanea.

Ma i camicini non esistono isolati.

Trovano compimento nello spazio simbolico de La Culla vuota.
Se il camicino è traccia individuale, la culla è il luogo collettivo. Se il primo racconta la presenza-assenza del corpo, la seconda diventa il contenitore di quella memoria. Attorno alla culla, coprifasce e camicini solidificati costruiscono un coro silenzioso: presenze sospese che evocano genealogia, discendenza, trasformazione sociale.

Il progetto assume così una doppia dimensione: intima e storica. La culla nella prima metà degli anni Cinquanta non era mai “vuota”. Per questo racconta il passaggio dal figlio inteso come risorsa economica e continuità biologica, al figlio come individuo, centro affettivo. In questa relazione tra camicini e culla si manifesta una riflessione più ampia sull’identità contemporanea.

Nel panorama dell’investimento in arte, ritengo fondamentale proporre lavori che abbiano coerenza progettuale e continuità concettuale. I Camicini e La Culla non sono opere separate, ma parti di un unico percorso. Questa unità rafforza il valore culturale dell’intero progetto.

La memoria attraversa la materia e diventa esperienza condivisa.

Se desideri approfondire il progetto, conoscere la disponibilità delle opere o confrontarti su una possibile acquisizione, ti invito a lasciare un commento o a contattarmi direttamente. Il dialogo è parte integrante del mio lavoro.