“Geografie del Vissuto” indagine sulla memoria custodita negli abiti e negli oggetti quotidiani. Tempo e presenza umana
Gli abiti come custodi della memoria
Il mio percorso nasce dall’urgenza di osservare ciò che rimane dell’essere umano dopo il passaggio del tempo. Con la serie Geografie del Vissuto: Abiti e Impronte della Memoria esploro il rapporto tra identità, memoria e tracce quotidiane attraverso gli abiti, oggetti apparentemente semplici ma profondamente legati alla nostra storia personale.
Un vestito conservato, consumato o dimenticato non è soltanto un elemento materiale: porta con sé gesti, emozioni, esperienze e frammenti di vita. Quando perde la sua funzione originaria diventa una sorta di fossile contemporaneo, una testimonianza silenziosa della presenza umana.
Un percorso tra scultura, stampa e memoria
La serie raccoglie opere come Straccio di donna (2017), Il vestito della festa (2019), Grembiule della nonna (2019) e La sposa bambina (2021), lavori che appartengono a un’unica ricerca dedicata alle impronte lasciate dalle persone e dalle loro esperienze.
Attraverso sculture in tessuto e resina ecologica, cianotipie su carta cotone, collografie e monotipi, trasformo materiali vissuti in superfici capaci di raccontare una memoria condivisa.
Le tonalità profonde delle cianotipie richiamano il ricordo e la stratificazione del tempo, mentre le sculture tridimensionali in resina restituiscono la forma di abiti vuoti ma ancora carichi di una presenza invisibile.
Il valore dell’opera per chi colleziona arte
Ogni opera nasce all’interno di una ricerca coerente e viene catalogata con attenzione, accompagnata da certificazione e tracciabilità. Questo permette di conservare nel tempo il valore storico e concettuale del lavoro.
Il mio interesse non è semplicemente rappresentare un oggetto, ma trasformare una traccia individuale in un linguaggio universale. Il vuoto presente negli abiti non rappresenta un’assenza: è uno spazio aperto nel quale ogni spettatore può riconoscere una parte della propria esperienza.
La serie Geografie del Vissuto parla di memoria, appartenenza e fragilità umana. È un invito a guardare ciò che normalmente passa inosservato e a riconoscere negli oggetti quotidiani la profondità delle nostre storie.
Se questo percorso ti ha coinvolto, ti invito a condividere un pensiero nei commenti o a contattarmi per conoscere meglio le opere e la ricerca che le accompagna.