Quella camicetta, come la Blixen in Africa, aveva viaggiato, con me buona parte della mia vita, accettato le modifiche del tempo, ed ora, ancora, mi si proponeva con nuovi stimoli e significati nuovi: un dialogo, un lavoro a quattro mani, tra il descrittivo e no, tra i colore e il mio vissuto. Tra la Blixen e me. …Molti anni dopo.
A(M)BITI: IL MIO POSTO. LA MIA AFRICA. UNA CAMICIA.
Una camicia di sangallo incontra i primi sapori della vita.
Sogno.
“ ... con piglio eroico e romantico di navi tutte attrezzate a partire…”
“… il paesaggio è paurosamente grande, pittorico e misterioso…”
Vita.
“…coltivare il caffè è un lavoro lungo, ben diverso da come ci si immagina
quando, giovani noi stessi e pieni di speranze…”
si sta a guardare, con stupore, aspettando…
Accampandosi…
Assaporando colori e odori.
Lottando con “le erbacce che invadono i campi, fitte e sfrontate”
consapevoli che “… le cose vanno avanti per conto loro,
destini si intrecciano intorno a noi.
Dappertutto c’è vita e movimento”.
Vita. La vita che si porge,
calma, distesa e infuocata, con burrasche e vento e larghe pianure.
Vita. La vita da capire,
la vita da vivere,
fino a quando è possibile dire
“eccomi, è qui il mio posto”.
Perché qui “ …rimane sempre qualcosa da fare”.
Sara Montani + Karen Blixen